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La dichiarazione di conformità dell’impianto elettrico

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Quando affidi l’installazione o la modifica dell’impianto elettrico (che sia casa, ufficio o azienda), come fai a esser certo che il lavoro sia stato eseguito correttamente?

Che cosa ti garantisce che l’installatore abbia lavorato nel rispetto delle norme?

Il decreto ministeriale 37/2008 disciplina la realizzazione, la manutenzione e la progettazione degli impianti negli edifici e stabilisce l’obbligatorietà della Dichiarazione di conformità, rilasciata dall’impresa installatrice a fine lavoro.  (LINK ARTICOLO 19). E nel caso non ti venisse consegnata, il tuo diritto a richiederla.

Vediamo ora da cosa è composto il documento di conformità

Abbiamo detto che la Dichiarazione di Conformità (o più semplicemente DI.CO.) deve essere rilasciata dall’impresa esecutrice a conclusione del lavoro di installazione o di modifica dell’impianto elettrico. Il documento deve essere accompagnato da alcuni allegati obbligatori:

  • Il progetto dell’impianto realizzato;
  • La relazione che raccoglie un elenco dei materiali utilizzati, con eventuali marchi e certificati di prova;
  • La copia della visura della camera di commercio dell’impresa che ha effettuato i lavori dalla quale si evincono le abilitazioni professionali.

Nel caso in cui la dichiarazione si riferisca alla modifica dell’impianto esistente, essa riguarderà solamente la parte oggetto di modifica pur tenendo conto dell’impianto nella sua globalità in termini di corretto funzionamento e sicurezza.

E che cos’è la DI.RI.?

Il decreto 37/08 chiarisce anche che nel caso in cui la dichiarazione di conformità non sia reperibile, ed esclusivamente per impianti realizzati prima dell’entrata in vigore del decreto stesso (22 gennaio 2008) è ammesso che un tecnico o professionista abilitato che eserciti la professione da almeno 5 anni produca, dopo un accurato sopralluogo, una Dichiarazione di Rispondenza vale a dire una dichiarazione che confermi la corrispondenza dell’impianto alle norme di riferimento valide al momento dell’installazione dello stesso, che erano il principio della “regola d’arte” (che trova fondamento giuridico in molti articoli del Codice Civile) fino al 5 marzo 1990 e “regola d’arte + L.46/90” fino al 21 gennaio 2008.

Nessuna sanatoria è prevista per gli impianto realizzati dal 2008 (quindi in regime di D. 37/08) sprovvisti di Dichiarazione di Conformità.

A cosa servono DI.CO. e DI.RI.?

Oltre alla principale funzione di tutelare il committente dei lavori garantendogli che l’impresa abbia operato – con assunzione di responsabilità – nel rispetto delle norme vigenti, la Dichiarazione di Conformità e la Dichiarazione di Rispondenza diventano necessari quando:

  • Si vuole allacciare una nuova utenza per gas, luce o acqua;
  • Si richiede il certificato di agibilità;
  • Viene richiesto dai Vigili del Fuoco per gli adempimenti in materia di prevenzione incendi.
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