Archivi mensili:maggio 2018

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Oleodinamica: il valore della nostra scelta!

Ora che i più curiosi sono stati soddisfatti da queste informazioni tecniche, veniamo ai motivi per cui nel 1963 con il brevetto HYDROMAGIK® per il cancello a battente e nel 1983 con il brevetto IDROSCORREVOLE® per il cancello a scorrere, noi di G.B. Capelli abbiamo scelto di costruire le nostre automazioni utilizzando la tecnologia oleodinamica.

Potete immaginare quanto fosse agli arbori la tecnologia e il settore delle automazione per cancelli agli inizi degli anni ’60. La stessa FAAC, noto marchio commerciale, nacque solo nel 1965. A suo tempo, ognuno interpretò il proprio prodotto, chi più orientato all’industrializzazione della produzione e chi, come noi, orientato invece alla duratura soddisfazione del cliente.

Il nostro brevetto riguardava un particolare sistema di leve, in grado di produrre oltre alla rotazione, anche accelerazione e decelerazione meccanicamente controllata: intuimmo che partenza e arrivo costituivano momenti critici per la sicurezza degli utilizzatori e per il controllo delle sollecitazioni meccaniche. Era già un punto di grande valore, ma non ci siamo accontentati, volevamo di più. Se un motore elettrico offriva spunto e forza, un azionatore oleodinamico ci consentiva anche la possibilità di muovere carichi importanti (800 kg per anta) con regolarità ma soprattutto sensibilità: caratteristica preziosissima per garantire la sicurezza nell’uso e il controllo delle masse in movimento e, in quegli anni… che cancelli! Le soddisfazioni con HYDROMAGIK® erano già tante e per tanti anni ci siamo concentrati sui sistemi per cancelli a battente.

Fino a quando, agli inizi degli anni ’80, riceviamo la richiesta di un cliente che, in seguito a un incidente mortale occorso sul suo cancello scorrevole (motorizzato con attuatore elettromeccanico), aveva valutato le caratteristiche del nostro sistema e deciso di trasformare il proprio ingresso. A lavoro finito, consapevoli di quanta poca sicurezza offrissero gli attuatori elettromeccanici, eravamo più che mai motivati a trasferire il valore della nostra tecnologia anche ai cancelli scorrevoli.

Nel 1983 nacque IDROSCORREVOLE® affidabile e sensibile, unica, allora come oggi, automazione oleodinamica per cancelli scorrevoli.

Col tempo il settore si è evoluto, soprattutto riguardo alla sicurezza che ha imposto l’intervento del legislatore per la definizione di norme tecniche di riferimento (l’attuale Direttiva Macchine e la UNI 12453), alle quali i nostri sistemi hanno risposto senza indugio: “siamo PRONTI!”.

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L’amministratore di condominio è nominato dall’assemblea condominiale.

Il rapporto contrattuale che si instaura è regolato dall’articolo 1129, comma 15 del Codice Civile. La legge 220/2012 specifica una serie di obblighi ai quali ogni amministratore di condominio deve attenersi rigorosamente.

Inoltre, l’articolo 1130 del Codice Civile esplicita altri obblighi per l’amministratore di condominio, oltre a tante altre leggi speciali che lo indicano come garante del rispetto delle norme in materia di prevenzione di incendi o manutenzione degli impianti e in altri diversi campi.

Vediamo ora quali sono le responsabilità e gli obblighi di un amministratore di condominio:

  • Deve eseguire gli adempimenti fiscali;
  • Deve tenere i registri dettagliati della propria gestione;
  • Ha l’obbligo di conservare tutta la documentazione relativa alla propria gestione;
  • Deve redigere il rendiconto condominiale annuale e convocare l’assemblea condominiale per approvarlo entro 180 giorni;
  • L’amministratore è responsabile dei danni ai condomini o a terzi avvenuti nelle aree comuni e/o a causa dei beni del condominio;
  • Ha il dovere di compiere quegli “atti conservativi dei diritti inerenti le parti comuni dell’edificio” e quindi provvedere alla manutenzione e all’adeguamento degli impianti esistenti.
  • Risulta essere responsabile dei danni causati dalla sua negligenza, dal cattivo uso dei suoi poteri e dall’inadempimento dei suoi obblighi legali o regolamentari.

Conseguenze per gli amministratori inadempienti

La legge non prevede un reato proprio per l’amministratore di condominio ma in capo all’amministratore, sussiste la responsabilità penale personale qualora nell’ambito delle sue funzioni commetta dei reati.

Qualora l’amministratore di condominio non svolga correttamente le sue mansioni o provochi danni ai beni comuni, ai condomini o a terze parti, possono essere presi due provvedimenti: la revoca dell’incarico e la denuncia in base agli articoli del Codice Civile.

L’assemblea condominiale, se non soddisfatta dell’operato del proprio amministratore, può procedere, a maggioranza in qualsiasi momento, anche senza giusta causa, alla revoca dell’amministratore. Nel caso in cui emergano gravi irregolarità fiscali o risulti non aperto o non utilizzato il conto corrente intestato al condominio, deve essere convocata l’assemblea prima di procedere alla denuncia alle autorità.

In alcuni casi, la revoca dell’amministratore può essere disposta direttamente dall’autorità giudiziaria e l’assemblea non potrà nominare nuovamente lo stesso amministratore:

  • L’amministratore non rende il conto della propria gestione;
  • Emergono gravi irregolarità fiscali

Qualora all’amministratore sia notificata una citazione può essere revocato ed è tenuto al risarcimento dei danni.

In genere l’inosservanza degli obblighi stabiliti dalla legge può causare:

  • Una responsabilità civile di natura risarcitoria;
  • L’insorgere di una responsabilità penale;
  • La revoca dell’incarico.

In sintesi, il contratto dell’amministratore è il vincolo ai suoi obblighi, qualora dovesse venir meno ai propri obblighi, causi danni ai condomini o a terzi, ne risponderà personalmente.

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Che cos’è l’oleodinamica

L’oleodinamica è la scienza che studia la trasmissione di energia tramite fluidi (generalmente olio) in pressione. L’oleodinamica è una branca della fluidodinamica e trova applicazioni in diversi campi dell’ingegneria meccanica: dai carrelli degli aerei al servosterzo delle auto, dalle presse industriali agli ascensori, dagli escavatori ai cancelli automatici.

Questo settore è in forte espansione a livello mondiale in quanto i sistemi oleodinamici riescono a gestire grandi potenze con dimensioni e peso ridotti rispetto ad altre tecnologie. L’Italia è tra i primi cinque produttori al mondo di componenti oleodinamici.

Componenti di un sistema oleodinamico

Un sistema oleodinamico è composto fondamentalmente da tre diversi gruppi:

  • Gruppo generatore: qui avviene la trasformazione da energia meccanica a energia idraulica.
  • Gruppo di controllo: il fluido viene canalizzato e condizionato in modo da distribuirlo dove necessario.
  • Gruppo di utilizzo: questo gruppo racchiude tutti gli attuatori che necessita il sistema oleodinamico a seconda dell’uso e della funzione del macchinario

Circuito oleodinamico

Un circuito oleodinamico è composto da diversi elementi:

  • Pompa: la pompa, o le pompe, in genere volumetriche, hanno la funzione di portare il fluido a pressioni di diverse centinaia di bar.
  • Serbatoio: in base alla necessità dell’impianto, varia la capacità del serbatoio. Deve avere la capacità di dissipare il calore che si genera con il funzionamento dell’impianto.
  • Filtro: lo possiamo trovare nell’aspirazione o in scarico, a seconda delle esigenze dell’impianto. Ha la funzione di purificare il liquido e, in base alla loro capacità di filtrare particelle più o meno grandi.
  • Attuatori: trasforma l’energia prodotta in energia meccanica. Gli attuatori più comuni sono i cilindri idraulici. I cilindri utilizzati nei sistemi oleodinamici sono in acciaio perché devono essere più resistenti rispetto a quelli utilizzati in pneumatica.
  • Regolatori di potenza: servono a modificare la portata del flusso in modo da canalizzare meglio il flusso all’interno del circuito oleodinamico.
  • Valvole: controllano la portata e la pressione del fluido, garantiscono sicurezza.
  • Distributori idraulici: detti anche valvole distributrici oleodinamiche, servono a collegare le pompe con il resto del circuito.
  • Strumenti di misura e sensori: hanno una funzione di controllo sui vari dati del sistema oleodinamico, come portata, temperatura o pressione.

Per approfondire le ragioni per cui noi di G.B.Capelli abbiamo scelto l’oleodinamica, ti invitiamo a scoprire le nostre motivazioni in questo articolo e sul nostro sito!

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le-risposte-ai-tuoi-dubbi-sul-fotovoltaico

Degli impianti fotovoltaici abbiamo parlato abbondantemente, mostrandoti le specifiche di un impianto, la corretta progettazione per un impianto domestico e le giuste procedure di manutenzione.

Per approfondire gli argomenti, oltre a poterti rivolgere a noi di G.B. Capelli, riportiamo qui di seguito quelle che sono le domande che più frequentemente ci vengono rivolte e alle quali abbiamo dato le risposte migliori.

Qual è la differenza tra un impianto solare e un impianto fotovoltaico?

Con “impianto solare” si indica comunemente un impianto solare termico, ovvero l’impianto che catturando energia solare (calore), produce energia termica (acqua calda). L’impianto fotovoltaico è invece un impianto che trasforma l’irraggiamento solare (luce) in energia elettrica.

Un impianto fotovoltaico costa: non sarà troppo?

Partiamo con il dire che è possibile spendere a seconda delle proprie possibilità e proprie necessità ma l’importante è spendere bene. L’investimento in un impianto fotovoltaico porta benefici sin dalla messa in funzione dello spesso, permettendo un risparmio sulla bolletta dell’energia sin dal primo mese. La tecnologia inoltre ha fatto passi da gigante con costi per un impianto da 3 kW che si aggirano intorno ai 6000 €, dei quali il 50 % è detraibile (maggiori informazioni qui) nell’arco di 10 anni. Il rientro medio dell’investimento si aggira intorno ai 6 anni dopo di che, considerata la vita media di un impianto stimata in 25 anni, il beneficio derivante da risparmio e scambio sul posto è tutto a tuo vantaggio. Contattaci per un preventivo!

La burocrazia può ostacolarmi?

Esistono alcuni adempimenti formali da espletare per realizzare un impianto fotovoltaico; affidarsi alla nostra ditta ti consente di delegare queste operazioni: ci occuperemo noi di tutti gli aspetti che riguardano le autorizzazioni, le pratiche di connessione e lo scambio sul posto.

Che cos’è lo scambio sul posto?

Lo scambio sul posto è un servizio erogato dal GSE (Gestore dei Servizi Elettrici) che, annualmente, prevede il confronto tra l’energia immessa in rete dal proprio impianto e quella prelevata. L’utente proprietario di un impianto fotovoltaico connesso alla rete infatti, continua a ricevere la sua bolletta dal fornitore che ha scelto, pagando solo l’energia che ha prelevato nei momenti nei quali il suo impianto non era in funzione (per motivi come notte, maltempo, neve). Inoltre la pagherà ad un prezzo comprensivo del costo puro dell’energia e di tante altre voci, come spese di rete, di contatore, imposte, etc.

Il GSE eroga, trimestralmente a titolo di acconto e annualmente a conguaglio, l’importo relativo alle immissioni in rete di energia elettrica (quella non auto-consumata) al valore del costo puro dell’energia.

Vorrei un impianto fotovoltaico ma abito in un condominio, devo abbandonare le speranze?

L’articolo 1122 bis del Codice Civile stabilisce che, mantenendo il decoro ambientale e non creando impedimenti per gli altri condomini, si possa installare un impianto fotovoltaico senza ottenere il consenso dell’assemblea, basta la comunicazione all’amministrazione condominiale.

I pannelli solari continuano a rendere nel tempo?

Una volta rientrato dell’investimento iniziale, a seconda della spesa e della capacità produttiva dell’impianto (in genere dai 4 agli 8 anni), i pannelli hanno una resa media del 90 % nei primi 10 anni e dell’80 % nei successivi 15 – 18 anni.

L’impianto fotovoltaico deve essere accatastato?

L’accatastamento è richiesto per gli impianto che superano i 6 kW di potenza nominale. Tutti gli invece devono essere registrati presso il GSE prima della connessione.

Come dovrò smaltire i pannelli alla fine del loro ciclo produttivo?

I produttore di moduli fotovoltaici aderiscono per legge a specifici consorzi di smaltimento a cui verranno conferiti i moduli obsoleti a titolo gratuito. Rimangono chiaramente a carico del proprietario le spese relative allo smontaggio.

Un impianto fotovoltaico mi tutela in caso di blackout?

L’attuale normativa elettrica prevede che un impianto fotovoltaico connesso alla rete, anche se provvisto di batterie, non può erogare energia in caso di mancanza di alimentazione di rete.

Come posso essere sicuro che mi convenga installare un impianto fotovoltaico?

L’unica soluzione per fugare ogni dubbio è un preventivo con sopralluogo, contattaci e te ne forniremo uno gratuitamente!

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manutenzione-degli-impianti-fotovoltaici

La manutenzione degli impianti fotovoltaici è una pratica spesso trascurata, dovuta anche alle posizioni elevate o inclinate dei moduli fotovoltaici. Trascurare la manutenzione porta sicuramente ad un calo delle prestazioni e dell’efficienza dell’impianto fotovoltaico, inoltre può causare l’insorgere di problemi che, se trascurati, risulterebbe nel tempo più oneroso risolvere.

 

Le regole per la manutenzione del tuo impianto fotovoltaico

Le regole da seguire sono poche e semplici. Risulta facile comprendere come, su impianti di grandi dimensioni o posizionati in zone scomode da raggiungere, sia difficile effettuare una manutenzione senza rivolgersi a ditte specializzate e qualificate.

Andiamo ora a vedere le regole che bisogna seguire per mantenere l’efficienza produttiva del tuo impianto fotovoltaico:

  1. Controllare il rendimento dei pannelli solari dall’inverter, consente di monitorare la quantità di energia prodotta. In caso di variazione anomala dei valori, avrete la certezza che qualcosa non va
  2. Tieni puliti i moduli solari. Le piogge, lo smog, i pollini ma anche gli escrementi degli uccelli, sono tutti elementi che sporcano i pannelli solari, formando uno strato di polvere che riduce l’efficienza di tutto l’impianto.
  3. Un altro controllo importante è la verifica dell’integrità dei pannelli: se ci fossero danni visibili come scheggiature, graffi importanti o deterioramenti del telaio, questo potrebbe danneggiare la funzionalità dell’intero impianto.
  4. La garanzia per i moduli fotovoltaici è genericamente rilasciata per 2 anni; alcuni produttori estendo la copertura per difetti di costruzione a 5 o 10 anni. Diversi sono i termini di producibilità che mediamente si attestano intorno ai 15 anni. Viene da sé l’importanza di controllare periodicamente se la resa dell’impianto è linea con i parametri dati dal produttore e dall’installatore.
  5. Rivolgersi a un tecnico specializzato. La consulenza di un tecnico, in caso dovessi notare qualcosa di anomalo, può prevenire guasti che potrebbero essere molto onerosi.

Pulizia dei pannelli solari

In caso di piccoli impianti fotovoltaici, se non vuoi affidarti a mani esperte, la pulizia è fondamentale perché anche una piccola riduzione di efficienza causa enormi differenze nella produzione di energia elettrica: un pannello sporco può produrre anche il 25 % in meno!

Le regole da seguire sono poche e semplici:

  • Evitare i detergenti domestici in quanto diluenti e sgrassatori possono causare danni e utilizzare solo prodotti specifici o semplicemente dell’acqua.
  • Evitare di usare strumenti per il lavaggio a pressione come le idro pulitrici.

A titolo informativo, il proprietario di un impianto fotovoltaico può richiedere per poi stipulare polizze assicurative contro danni diretti e indiretti.

Vantaggi di affidarsi ad una ditta specializzata per la manutenzione

Sono tanti i motivi per cui è vantaggioso avere un contratto di manutenzione con una ditta specializzata che, grazie alla conoscenza tecnica di tutte le parti che compongono un impianto fotovoltaico, può garantire la massima resa dell’investimento.

Come abbiamo visto, la manutenzione preventiva e la pulizia dell’impianto fotovoltaico possono essere difficoltose per diversi motivi ma niente di troppo difficile per tecnici specializzati.

 

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